L’esperienza gastronomica che vi stiamo per raccontare è legata ad un territorio che meriterebbe, oltre che dalle istituzioni, maggiore attenzione da parte del pubblico.
Ci troviamo sulle Madonie, cuore verde della Sicilia settentrionale, un paesaggio che alterna boschi e pascoli d’altura, borghi medievali (due, Gangi e Petralia Soprana, hanno tra l’altro vinto la competizione nazionale “Il borgo dei borghi”, il programma televisivo di Rai3) e campi coltivati a grano. È una terra che conserva ritmi lenti, resistenti, da cui nascono prodotti di chiara identità. In questo scenario, poco fuori Collesano, c’è il Casale Drinzi di Giovanni Gulino, una casa di campagna aperta a viaggiatori gastronomi.
Giovanni, oste capace e attento padrone di casa, trova spazio nella guida alle Osterie d’Italia di Slow Food per la consistente offerta di territorio. Il casale conserva il fascino delle antiche masserie madonite, con muri in pietra, caminetti, e arredi che richiamano la vita contadina, oggi trasformati in un’accogliente dimora gastronomica. Belli i pavimenti in cotto e i tavoli di legno massiccio, gli arredi richiamano attrezzi agricoli ormai dimenticati. Nelle sere d’estate la terrazza offre una vista che si apre sui boschi e sulla vallata: il momento perfetto è al tramonto, quando i colori blu e rosso iniziano a sciogliersi tra loro.
La cucina
Qualcuno potrebbe definirlo agriturismo, ma sarebbe un torto alla finezza dei piatti offerti. Ai fornelli c’è il fratello di Giovanni, Gioacchino, pasticciere di formazione che ha scelto di convertire ed estendere la sua sensibilità a tutte le preparazioni del ristorante.
Va preliminarmente detto che l’offerta prevede anche la pizza e che è eccellente, al punto di rischiare di offuscare la più che valida cucina tradizionale. Il forno è a legna, tipico il profumo che lascia sull’impasto. Da segnalare la Rustica, con pomodoro, mozzarella fior di latte, peperoni, cipolla, melanzane e zucchine, tutto grigliato, lo Sfilatino affumicato con mozzarella fior di latte, porchetta, scamorza affumicata, semi di sesamo, o la Casale Drinzi con pomodoro, mozzarella, salsiccia madonita, salame piccante e melanzane grigliate.
Il percorso inizia con stuzzichini e antipasti. Salumi e prosciutti sono preparati in casa sotto la cura di Gioacchino. Tra i classici d’apertura, Caponata in agrodolce con ortaggi, sedano, cipolla di Giarratana e olive bianche, Terrina di sfincione bianco bagherese con formaggio Tuma, ricotta fresca, acciughe di Aspra, cipolla e mollica di pane bianco, Parmigiana di melanzane con vellutata di datterino rosso e giallo, mousse di ricotta salata e olio al basilico, o “Vitel tonnè”, un Roast-beef di manzo con una mousse tonnata, capperi di Pantelleria e giardiniera di ortaggi. I primi posso essere semplici e confortevoli, o eleganti e sofisticati. La Minestra di funghi e patate è trasversale ed è difficile che non riesca ad entusiasmare tutti. Ma ci sono anche gli Spaghetti quadrati di grano duro con vellutata di datterino giallo, filetti di fiori di zucca e pesto di pistacchio, oppure una rivisitazione della cacio e pepe, i Tonnarelli freschi trafilati al bronzo con pecorino stagionato, pepe nero e tartufo estivo delle Alte Madonie. Da non perdere la pasta ’ncasciata al forno con sfilacci di carne, melanzane fritte e Provola delle Madonie.
Le carni alla brace sono l’highlight e motivo di attrazione: è possibile scegliere tra Arrosticini o Costolette di agnello, Fiorentina servita su pietra ollare, Costata Tomahawk di vitello, Ribs di maiale marinate con erbe aromatiche e miele di ape nera, cotte al barbecue. Per contorno, Spicchi di patate in buccia al rosmarino, ortaggi alla griglia o Cicorietta dell’orto saltata all’olio evo. Per dessert, Gelato al basilico con crumble di mandorle e frutti di bosco, o Gran Freddo al mandorlone con cioccolato fondente. Non mancano i dolci locali, la Testa di Turco e le cassatelle di ricotta e pistacchi.
I prezzi sono accessibili: oscillano tra i 20 e i 35 euro per il pasto completo (tagli pregiati di carne esclusi, ma è possibile verificarli dalle celle di affinamento a vista; mediamente € 6 all’etto), mentre le pizze si attestano tra 10 e 12 euro. Carta vini e bevande non molto ampia, ma con qualche bella chicca e beer firm che richiamano al Casale. Suggeriamo la prenotazione, soprattutto nei weekend. Da fine autunno in poi è possibile pernottare sul posto.
Casale Drinzi
Contrada Drinzi – Collesano (Pa);
Tel. 0921.664027
Aperto: pranzo e cena
Giorno di chiusura: no
Carte di credito: tutte
Posteggio: si
(nella foto in alto Giovanni Gulino)