Il vino è ormai ovunque: nei ristoranti, nei bistrò, nei wine bar, nelle pizzerie, nelle serate a tema, nelle occasioni formali e in quelle più informali. Meno frequente è, invece, l’occasione di affrontarlo con calma, fuori dal linguaggio tecnico e dalle formule riservate agli addetti ai lavori.
Da questa constatazione nasce a Palermo un corso articolato in sei incontri serali, pensato per fornire strumenti concreti a chi desidera orientarsi nel mondo del vino senza soggezioni. Le lezioni si terranno ogni lunedì presso l’enoteca-gastronomia Paolo Varvarà & Figli (via Ausonia 27), con inizio alle 19.30, dal 2 marzo al 13 aprile.
Il percorso parte dalle basi: che cos’è il vino, come si è diffusa la vite in Europa, quale rapporto lega cultura, territorio e produzione. La prima serata, dedicata alla storia e al linguaggio del vino, introduce l’esame organolettico e spiega perché si guarda, si annusa e si assaggia, prima ancora di esprimere un giudizio.
La seconda serata entra nel merito dell’origine del vino: clima, vitigno e suolo come fattori determinanti dello stile; maturazione dell’uva, zuccheri e acidità; la vinificazione in bianco e la fermentazione alcolica. L’analisi visiva, colore, limpidezza, consistenza, diventa il primo strumento di lettura del bicchiere.
Il terzo incontro affronta il tema dei profumi e della struttura. Si parlerà di vinificazione in rosato e in rosso, del ruolo delle bucce, dei profumi primari, secondari e terziari. Spazio anche all’uso del legno e ai suoi effetti sul vino. L’assaggio verrà analizzato nelle sue componenti essenziali: dolcezza, acidità, sapidità, amarezza, alcol, struttura e tannino.
La quarta lezione è dedicata alle bollicine. Una breve ricostruzione storica introduce i metodi di produzione, Classico, Charmat e Ancestrale, e il tema generale della rifermentazione. L’attenzione si concentra su come l’anidride carbonica modifichi percezione e struttura del vino.
Il quinto incontro affronta il concetto di equilibrio e armonia. Corpo, freschezza, dolcezza e persistenza diventano parametri per comprendere lo stile e la personalità di un vino. Si parlerà anche di vini dolci e di come scegliere con maggiore consapevolezza al ristorante o in enoteca.
La sesta e ultima lezione, il 13 aprile, propone un focus sull’Etna attraverso il progetto Tenuta Tascante di Tasca d’Almerita. Il territorio vulcanico, le contrade, l’altitudine, i suoli lavici e i vitigni simbolo — Nerello Mascalese e Carricante — saranno analizzati come caso concreto di identità territoriale. La lettura guidata dei vini chiuderà il corso, mettendo in relazione luogo, stile e visione produttiva.
L’obiettivo dichiarato del corso è fornire strumenti semplici e solidi: imparare a degustare con i sensi prima che con le parole, comprendere cosa accade nel bicchiere e scegliere con maggiore autonomia. Un percorso rivolto a curiosi, appassionati e a chi, semplicemente, vuole bere con più consapevolezza. Conduce gli incontri il giornalista e critico enogastronomico Francesco Pensovecchio.
Il programma
Prima lezione – lunedì 2 marzo, ore 19.30
Il vino e il suo linguaggio
Obiettivi: avvicinarsi al vino imparando a osservare senza pregiudizi.
Seconda lezione – lunedì 9 marzo, ore 19.30
Da dove nasce il vino
Obiettivi: collegare l’origine del vino a ciò che vediamo nel bicchiere.
Terza lezione – lunedì 16 marzo, ore 19.30
Profumi, struttura e materia
Obiettivi: riconoscere ciò che percepiamo davvero durante l’assaggio.
Quarta lezione – lunedì 23 marzo, ore 19.30
Le bollicine
Obiettivi: comprendere perché le bollicine non sono tutte uguali.
Quinta lezione – lunedì 30 marzo, ore 19.30
Equilibrio, stile e piacere
Obiettivi: bere con maggiore consapevolezza e libertà.
Sesta lezione – lunedì 13 aprile, ore 19.30
L’Etna: territorio, identità e stile
Focus sulla Tenuta Tascante di Tasca d’Almerita.
Obiettivi: mettere in pratica quanto appreso attraverso un caso concreto, comprendendo come un territorio si esprime nel bicchiere e come si costruisce un’identità enologica riconoscibile.