Manhattan a Cantine Aperte 2026: da Nicosia cinque vini per raccontare Woody Allen

 

Santi Natola ama mettere alla prova i sensi. Nei suoi laboratori il vino raramente resta confinato nel bicchiere: dialoga con la musica, incontra la danza, si lascia attraversare dal canto e dalle suggestioni create dagli ambienti che lo ospitano. Questa volta il compagno di viaggio è stato il cinema.

Lo scorso 31 maggio, tra i vigneti di Monte Gorna, sull’Etna, in occasione di Cantine Aperte 2026, il Responsabile Enoturismo e Brand Ambassador di Tenute Nicosia ha ideato un percorso immersivo ispirato a Manhattan, uno dei film più amati di Woody Allen. Cinque personaggi, cinque vini degustati alla cieca, cinque modi diversi di raccontare l’amore, le inquietudini, i desideri e le fragilità che attraversano la pellicola.

Manhattan – la degustazione

L’esperienza non si è limitata a individuare corrispondenze caratteriali. Ogni vino diventava una lente attraverso cui osservare le sfumature psicologiche dei protagonisti: la limpida maturità di Tracy, il carattere spigoloso di Jill, le contraddizioni di Mary, il conformismo inquieto di Yale, l’irrisolta complessità di Isaac. Vitigni differenti, territori lontani, mani diverse e percorsi enologici spesso agli antipodi hanno composto una sorta di colonna sonora liquida del film.

Girato nel 1979 in un elegante bianco e nero, Manhattan ruota attorno a Isaac Davis, sceneggiatore televisivo divoruto da dubbi e nevrosi, interpretato dallo stesso Allen. Divorziato da Jill, ex moglie impegnata nella stesura di un libro sulla loro relazione, Isaac frequenta la giovane Tracy, diciassettenne dalla sorprendente maturità, prima di innamorarsi di Mary, brillante giornalista e amante del suo migliore amico Yale. Una rete sentimentale intricata, fatta di slanci, esitazioni e occasioni mancate, che conduce al celebre finale nel quale Isaac elenca le ragioni per cui vale la pena vivere. Tra tutte emerge il volto di Tracy, la più giovane dei personaggi e, forse, la più consapevole.

La degustazione

Doc Sicilia, Moscato di Noto 2025 – Tenute Nicosia
Moscato bianco 100% – Personaggio del film: Tracy

Per Tracy, il personaggio più giovane di Manhattan, Santi Natola sceglie un vino che parla la lingua della spontaneità. È il Moscato di Noto di Tenute Nicosia, espressione di una delle aree più luminose della Sicilia sud-orientale e, al tempo stesso, vino capace di coniugare immediatezza e profondità, proprio come la diciassettenne interpretata da Mariel Hemingway. Tenute Nicosia affonda le proprie radici a Trecastagni, sul versante orientale dell’Etna. Guidata da Carmelo Nicosia insieme ai figli Francesco e Graziano, l’azienda coltiva circa cinquanta ettari distribuiti tra il vulcano, Vittoria e Noto. Attorno alla sede aziendale, nelle contrade Eremo Santa Emilia, Ronzini, Monte San Nicolò e Monte Gorna, i vigneti si adagiano sui conetti vulcanici spenti compresi tra i 550 e i 700 metri di altitudine, in un contesto pedoclimatico caratterizzato da marcata mineralità. Le uve provengono invece dal territorio di Noto, da cui il vino trae una cifra aromatica delicata ma ben definita. Natola vi riconosce il carattere di Tracy: sincera, priva di artifici, sorprendentemente matura rispetto alla sua età. In un film popolato da adulti inquieti e spesso incapaci di comprendere i propri sentimenti, è proprio lei a rivelare una lucidità rara. Nel calice si presenta di un giallo paglierino luminoso con riflessi dorati. Il profilo aromatico si muove tra note floreali, richiami alla pesca matura e sfumature di erbe aromatiche, accompagnate da lievi cenni di frutta secca. Al sorso emerge un equilibrio misurato tra freschezza e morbidezza, sostenuto da una struttura agile e da una progressione lineare che accompagna il finale con naturalezza. Una semplicità soltanto apparente, dietro la quale si nasconde una personalità più profonda di quanto lasci intuire il primo incontro.

JZ. Revølutiøn pink solera N.V. – Johannes Zillinger
Rösler 50%, Syrah 40% 3 Sankt Laurent 10% – Personaggio: Jill Davis

Per raccontare Jill Davis, Santi Natola abbandona l’Etna e si sposta nella Bassa Austria, nel Weinviertel. La scelta cade su un vino che, come il personaggio interpretato da Meryl Streep, rifiuta le definizioni semplici e si costruisce per stratificazioni successive. L’azienda Johannes Zillinger ha sede a Velm-Götzendorf e affonda le proprie radici nel XVII secolo. La svolta arriva nel 1985, quando Hans Zillinger imprime una nuova direzione alla tenuta introducendo la conduzione biodinamica. Dal 2000 il figlio Johannes porta avanti questa visione sviluppando un ecosistema agricolo complesso, dove vigne, animali e biodiversità convivono come elementi di un unico organismo. I vigneti si estendono su terreni di arenaria calcarea e i vini prendono forma tra botti, vasche e anfore georgiane custodite nell’antica cantina di Kellerberg. Natola associa questo rosé a Jill Davis, seconda ex moglie di Isaac. È uno dei personaggi più divisivi di Manhattan: determinata, brillante, spietatamente sincera. La sua scelta di lasciare il protagonista per costruire una nuova vita rappresenta una delle fratture più profonde del film. Jill incarna l’emancipazione e l’autonomia, ma anche una certa durezza emotiva che la rende impossibile da ridurre a un semplice ruolo narrativo. Allo stesso modo, Revølutiøn Pink Solera nasce da un mosaico di vitigni, annate e tecniche differenti. Le uve provengono dal cru Steinthal e seguono percorsi di vinificazione autonomi che convergono soltanto nella fase finale dell’assemblaggio. Il metodo Solera contribuisce ad amplificare questa dimensione stratificata, dando vita a un vino che sembra contenere più voci contemporaneamente. Nel bicchiere si presenta con una tonalità rosa cipolla intensa, prossima al rosso tenue. Il profilo aromatico alterna registri diversi: ciliegia e frutta rossa matura dialogano con note più scure, richiami di mandorla, pepe, leggere sfumature fumé e accenni floreali che ricordano la lavanda. Al sorso la tessitura è setosa ma tutt’altro che accomodante. Il vino procede con decisione, mostrando energia, materia e una personalità che non cerca il consenso immediato. Come Jill, conquista proprio attraverso le sue contraddizioni.

Appellation Bourgogne contrôlée, Bourgogne Aligoté 2022 – Olivier La Flaive
Aligoté 100% – Personaggio: Mary

Se Tracy rappresenta la limpidezza e Jill la complessità, Mary è il territorio dell’ambiguità. Santi Natola le abbina un Bourgogne Aligoté di Olivier Leflaive, un vino che sfugge ai luoghi comuni così come il personaggio interpretato da Diane Keaton sfugge alle aspettative di chi le sta intorno. Mary è brillante, colta, ironica. Giornalista divorziata, attraversa il film oscillando tra sicurezza e fragilità, cinismo e desiderio di essere amata. All’inizio è l’amante di Yale, ma finirà per diventare il centro emotivo delle inquietudini di Isaac. La sua forza risiede proprio nell’instabilità: ogni certezza sembra durare solo il tempo di una battuta. L’origine del vino è Puligny-Montrachet, nel cuore della Côte de Beaune. Qui la famiglia Leflaive coltiva la vite da quasi quattro secoli e ha contribuito a costruire la reputazione internazionale di uno dei territori più celebrati della Borgogna. I vigneti si estendono tra Puligny-Montrachet, Meursault e Chassagne-Montrachet, su suoli argilloso-calcarei e marnosi che conferiscono ai vini profondità e precisione espressiva. L’Aligoté affina per circa dieci mesi, prevalentemente in vasca e in piccola parte in legno, conservando così la tensione varietale senza rinunciare alla complessità. Nel bicchiere si presenta con un luminoso giallo paglierino. Il profilo aromatico alterna note di gelsomino, scorza d’arancia e limone a richiami di mela, pera e mandorla, con sfumature di erbe spontanee e anice che ne arricchiscono il disegno olfattivo. Al sorso il vino sorprende per il suo equilibrio. Morbidezza e freschezza convivono senza prevalere l’una sull’altra, mentre una sottile vena sapida accompagna il finale. È una dinamica che ricorda da vicino il personaggio di Mary: apparentemente indecifrabile, spesso contraddittoria, ma capace di rivelare una propria coerenza a chi accetta di seguirne tutte le sfumature.

Appellation Bourgogne Hautes Côtes le Beaune contrôlée 2023 – Arnaud Baillot
Pinot Noir 100% – Personaggio: – Yale

Yale è probabilmente il personaggio più ambiguo di Manhattan. Non possiede il cinismo di Isaac, la determinazione di Jill o l’irrequietezza di Mary. Si muove invece in una zona intermedia, sospeso tra il desiderio di autenticità e il bisogno di conservare le proprie certezze. Per questo Santi Natola gli abbina un Pinot Noir borgognone di Arnaud Baillot, vino che privilegia l’equilibrio alle dichiarazioni di forza. La storia della cantina è recente. Arnaud Baillot e la moglie Laure avviano il progetto nel 2015, coltivando dieci ettari di vigneti tra Savigny-lès-Beaune, Beaune, Volnay, Pommard e Meursault. Siamo nella Côte de Beaune, una delle aree più rappresentative della Borgogna, dove il Pinot Noir trova interpretazioni capaci di coniugare finezza ed espressività. I vigneti si sviluppano tra i 200 e i 500 metri di altitudine su terreni dominati dal calcare giurassico, con una presenza significativa di sabbia che contribuisce alla definizione del profilo dei vini. Yale, interpretato da Michael Murphy, è il migliore amico di Isaac. Sposato, intrattiene una relazione con Mary e attraversa il film oscillando continuamente tra responsabilità e desiderio. È un uomo che comprende le proprie contraddizioni ma fatica a risolverle. Dietro un’apparente sicurezza si nascondono dubbi e fragilità che emergono progressivamente nel corso della narrazione. Dopo quindici mesi di affinamento in legno, il Pinot Noir si presenta con un colore rubino intenso. Il bouquet alterna profumi di violetta e rosa a note di ciliegia, fragola e lampone, cui si aggiungono richiami balsamici, sfumature di chiodo di garofano e lievi accenni di cuoio. Al sorso si distingue per una trama elegante e scorrevole, sostenuta da tannini setosi e da una persistenza misurata. Come Yale, non cerca di imporsi. Preferisce svelarsi poco alla volta, affidando il proprio carattere ai dettagli più che all’evidenza. Ed è proprio questa discrezione a renderlo uno dei personaggi più umani del film e uno degli abbinamenti più convincenti dell’intero percorso.

DOC Etna Spumante Bianco, Sosta Tre Santi Spumante Metodo Classico SESSANTAMESI 2016 – Tenute Nicosia
Nerello Mascalese 100% – 60 mesi sui lieviti – sboccatura 2023 – Personaggio: Isaac

Il percorso ideato da Santi Natola si chiude con Isaac Davis, il protagonista di Manhattan. Interpretato dallo stesso Woody Allen, Isaac è un uomo brillante e irrisolto: autore televisivo, intellettuale incline all’analisi incessante di sé e degli altri, incapace di trovare un equilibrio duraturo nelle relazioni. Cinico e romantico al tempo stesso, alterna lucidità e smarrimento, ironia e vulnerabilità. Tutto il film ruota attorno alle sue esitazioni e ai suoi tentativi, spesso fallimentari, di dare un senso alla propria vita sentimentale. Per rappresentarlo Natola torna sull’Etna e sceglie uno dei vini simbolo di Tenute Nicosia: il Sosta Tre Santi Metodo Classico Sessantamesi, ottenuto da Nerello Mascalese e lasciato maturare per cinque anni sui lieviti. Una scelta che appare quasi inevitabile. Come Isaac, questo vino non si concede immediatamente. Richiede tempo, attenzione e una certa disponibilità ad accettarne le contraddizioni. Nel calice si presenta con un colore dorato attraversato da riflessi verdolini e da un perlage fine e persistente. Il bouquet si sviluppa per stratificazioni successive: ginestra, agrumi, frutta gialla matura ed erbe aromatiche lasciano progressivamente spazio a note di crosta di pane, frutta secca, miele e pietra focaia. È un profilo che alterna slancio e profondità, immediatezza e meditazione. L’assaggio conferma questa duplice natura. Freschezza, acidità, cremosità e tensione convivono senza mai trovare una sintesi definitiva, mantenendo il sorso in costante movimento. La persistenza è lunga, articolata, attraversata da una vitalità che continua a emergere anche nel finale. In fondo, è la stessa impressione che lascia Isaac. Un personaggio che passa gran parte del film a inseguire risposte senza trovarle davvero, salvo comprendere, nell’ultima e celebre scena, che il valore della vita risiede spesso nelle persone e nei momenti che rischiamo di dare per scontati. Non sorprende che Natola abbia scelto proprio questo vino per chiudere il percorso: complesso ma leggibile, inquieto ma armonico, capace di lasciare una traccia che permane ben oltre l’ultimo sorso.

TENUTE NICOSIA
Indirizzo: Via Luigi Capuana, 65
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Telefono: 095 780 6767
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di Gianmaria Tesei