Tra le novità siciliane al Vinitaly, Donnafugata presenterà il cortometraggio “Pranzo di famiglia”. Il progetto mette assieme diverse generazioni della famiglia Rallo e racconta l’identità dell’azienda attraverso una dimensione privata, condivisa per la prima volta in forma pubblica.
Il film riunisce Gabriella Anca, fondatrice insieme al marito Giacomo Rallo, i figli José e Antonio, e Gabriella Favara, espressione della sesta generazione. La narrazione si sviluppa attorno a una tavola, luogo simbolico in cui si intrecciano memoria familiare e prospettiva futura. L’iniziativa arriva a dieci anni dalla scomparsa di Giacomo Rallo e si inserisce in un momento di riflessione per il settore, segnato da instabilità geopolitiche e mutamenti nei mercati internazionali.
Lo stand in fiera riprende il tema del cortometraggio con un’illustrazione firmata da Stefano Vitale, pensata come spazio di interazione per il pubblico. I visitatori possono entrare nell’immagine e condividere l’esperienza, contribuendo a una narrazione collettiva.
Sul fronte produttivo, Donnafugata offrirà una selezione che attraversa i diversi territori aziendali: Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria ed Etna. Un insieme che riflette la varietà delle condizioni pedoclimatiche siciliane e la conseguente diversità espressiva dei vini.
Accanto alla dimensione narrativa, resta centrale la strategia. L’azienda conferma l’impegno sul consolidamento dei mercati principali – Stati Uniti, Germania e Svizzera – e indica nella diversificazione internazionale una delle direttrici di sviluppo. L’obiettivo annunciato è mantenere competitività in un contesto in evoluzione, puntando su qualità e riconoscibilità.
Diversi i momenti in calendario. Il Ben Ryé 2016 è inserito in Opera Wine, mentre Mille e una Notte 2012 è protagonista della masterclass dedicata ai vini legati alla figura di Giacomo Tachis. Chiarandà 2006 partecipa alla degustazione sulle grandi annate delle cantine storiche. Spazio anche alla nuova generazione con Ben Ryé 2023, presentato in un evento internazionale rivolto ai giovani protagonisti del vino italiano.
A Vinitaly trova spazio anche la nuova annata di Bollicina Gold, progetto nato dalla collaborazione con Dolce & Gabbana. La presenza nello stand contribuisce a rafforzare il dialogo tra vino, immagine e posizionamento sui mercati esteri.
FP
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Donnafugata
La storia del nome “Donnafugata” ha origine dal più siciliano dei romanzi, Il Gattopardo, e rimanda alla regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, ai tempi moglie di Ferdinando IV di Borbone. Durante i primi anni del 1800, la donna fuggì da Napoli per salvarsi dalle truppe di Napoleone che stavano arrivando, rifugiandosi in Sicilia presso i possedimenti di campagna del Principe di Salina, più precisamente proprio in alcune di quelle terre dove oggi sorgono i vigneti dell’azienda. Una storia che ha ispirato anche il logo: un volto di donna con i capelli al vento. Un volto, e una storia, che è anche quella di Gabriella Rallo, la “donna-fugata” che abbandona il suo lavoro di insegnante per occuparsi a tempo pieno dei vigneti di Contessa Entellina. Una delle prime donne in Sicilia a produrre vino in un settore tipicamente dominato da uomini: una pioniera della viticoltura di qualità al femminile.
Stefano Vitale
Vitale nasce a Padova nel 1958 e si forma negli Stati Uniti, dove studia Scienze Economiche e Sociali alla University of Southern California prima di orientarsi definitivamente verso l’arte. A Pasadena frequenta l’Art Center College of Design, avviando una ricerca personale influenzata dall’arte popolare dell’America Latina, maturata durante numerosi viaggi tra Messico e Centro America. Dopo gli anni a New York, dove lavora come illustratore tra editoria, pubblicità e packaging, rientra in Italia e si stabilisce a Venezia. Qui sviluppa un linguaggio riconoscibile anche nell’uso di materiali recuperati, come i legni lagunari trasformati in supporti pittorici.
Dal 1994 è legato a Donnafugata, per cui realizza nel tempo numerose etichette e progetti visivi, dando forma a un immaginario che ha contribuito a definire l’identità dell’azienda. Successivamente si trasferisce nella villa di famiglia a Montebelluna, dedicandosi per alcuni anni alla sua conservazione e al paesaggio circostante, prima di riprendere un percorso artistico itinerante. Tra le opere più recenti, il giardino pantesco per Donnafugata, legato al progetto con il FAI, conferma un lavoro che continua a intrecciare memoria, materia e racconto visivo.

