Vendemmia 2026, Cusumano: “Uve sane e mature, ma la Sicilia produce meno”

 

La vendemmia 2026 nella Sicilia occidentale procede con uve sane e mature, ma con rese inferiori. A tracciare il primo bilancio è Diego Cusumano, alla guida insieme al fratello Alberto dell’azienda di famiglia, che legge nell’annata due segnali distinti: da una parte la qualità delle uve raccolte, dall’altra gli effetti di caldo e siccità sulla capacità produttiva dei vigneti.

«Quest’anno la vendemmia nel versante occidentale dell’isola si sta dimostrando ottima», afferma Cusumano. «L’uva che stiamo raccogliendo è matura, sana, con dati organolettici che ci fanno ben sperare per l’annata. La vigna ha però prodotto meno, a causa del clima che quest’anno, soprattutto in Sicilia, ha raggiunto condizioni termiche e idriche estreme per la campagna, oltre che per l’uomo».

È il punto attorno al quale ruota il bilancio della cantina: una contrazione delle quantità che, almeno secondo le prime valutazioni aziendali, non avrebbe compromesso la qualità. Una situazione che Cusumano osserva con particolare attenzione nei vigneti posti a maggiore altitudine, dove le condizioni ambientali hanno offerto una risposta diversa alle temperature elevate.

Cusumano, Tenuta San Giacomo

Una citazione particolare è per Tenuta Ficuzza e Tenuta di Castelluzzo sull’Etna. «Se la raccolta è stata minore in quantità, si sta dimostrando eccellente in qualità, in particolare nei nostri vigneti radicati in montagna, che grazie all’altitudine hanno saputo resistere al caldo estremo di quest’anno».

Dietro il risultato della vendemmia, per Cusumano, pesa anche il lavoro compiuto negli anni precedenti. Investimenti in vigna e strategie agronomiche pensate sul lungo periodo hanno consentito all’azienda di affrontare una stagione difficile con strumenti diversi rispetto a quelli disponibili per realtà di dimensioni più contenute.

Ed è proprio da questa differenza che il ragionamento si sposta dalla singola vendemmia alla tenuta complessiva della viticoltura siciliana. «Siamo, lo dico tra virgolette, fortunati perché la nostra lungimiranza ci ha fatto fare i giusti passi nel passato, con adeguate strategie e importanti investimenti nella vigna e nella vite», osserva Cusumano. Una possibilità che, sottolinea il produttore, non appartiene nella stessa misura a tutte le aziende. Il riferimento va soprattutto ai piccoli vignaioli, per i quali affrontare interventi strutturali e investimenti destinati all’adattamento climatico può risultare più difficile.

Da qui la richiesta di un piano pluriennale per il settore, costruito insieme ai produttori e accompagnato da risorse pubbliche e da una riduzione del peso burocratico. Per Cusumano il tema supera infatti i confini della singola azienda e riguarda una filiera che occupa un posto rilevante nell’agricoltura e nell’identità produttiva italiana.

Il raccolto 2026 consegna così un quadro a due velocità. Nei vigneti dell’azienda la qualità delle uve offre indicazioni positive sulla futura annata, mentre la diminuzione delle rese riporta l’attenzione sulle conseguenze di stagioni sempre più calde e asciutte. Un equilibrio che gli investimenti possono contribuire a governare, ma che rischia di diventare più fragile per chi dispone di minori risorse.

«La natura soffre e ci sta dando segnali che oggi è folle continuare a ignorare», è il messaggio con cui Cusumano richiama l’attenzione sul futuro. Una vendemmia, dunque, che per la cantina lascia intravedere buoni vini, ma pone ancora una volta una domanda più ampia: quali strumenti avrà la viticoltura siciliana per continuare a produrre, e a farlo negli stessi territori, se caldo e scarsità d’acqua diventeranno condizioni sempre più ricorrenti?

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