In questo momento storico moltissimi sentono il bisogno di riferimenti, di un canone, un codice rivelatore, un disciplinare da onorare (o da tradire), un’umanità da condividere. Il collaterale di questa esigenza è un’infinità di espressioni che si accavallano riempiendo ogni ambito culturale di aggettivi stucchevoli o imperiosi, a volte entrambi, a rassicurare nicchie di stolti che arrivano saltuariamente a costruire piccole lobby: la musica è morta diventando “contemporanea”, l’architettura “moderna” e il vino “naturale”, “biodinamico”, “macerato”, “ossidato”.
I giganti non hanno mai sentito il bisogno di estensioni; al massimo di garanzie, presidi, già avendo in cuore il desiderio che qualcuno, onorandoli, ne trasfigurasse la sostanza. Non c’è Brahms senza Schumann, non c’è Leroy senza Romanée-Conti e via dicendo, ma soprattutto e viceversa.
Questo vino illumina l’idea di Etna Bianco: sublime e contadino. Non a caso la scelta di un nome che rievoca la classicità in ogni suo aspetto: “Ante“, ossia “Prima”, in latino. Ovvero, Etna letto allo specchio.
Nessun bollino, coccarda, blasone. Novemila ceppi per ettaro a settecento metri d’altezza, versante est: c’è chi l’ha superato per eccentricità, chi per grassezza, mineralità, masticabilità, eppure fluisce in una coerenza che stupisce e che porta dalle ovvietà allo scavo, sempre più profondo: un carattere serafico, armonico, a tratti un po’ ruvido, artigiano. In mezzo a tanti ludopatici del vino, un’identità che, seppure ancora vibrante e viva, può essere testimonianza di chi enunci a gran voce: questa è la storia.
Sorvolo dal descriverne i sentori, dal didascalizzare una personalità così integra. Il rispetto sta in quella che i greci chiamavano “anagnórisis“, ovvero l’agnizione, il riconoscimento, e poi il silenzio.
Un saluto per Mario Paoluzi e Salvo Foti, e un grazie a I Custodi delle Vigne dell’Etna.
Euoè
Enrico Morsillo
Note Tecniche Doc Etna Bianco Ante, 2022
Vitigno: carricante
Vigna: Contrada Taverna, Mascali, versante est dell’Etna
Sistema di allevamento: alberello, 8.500-9.000 piante per ettaro
Età dei vigneti: circa 10 anni
Altitudine: 750 metri sul livello del mare
Suolo: sabbioso, di matrice vulcanica, ricco di minerali, a reazione subacida
Vinificazione e affinamento: le uve sono raccolte manualmente nella seconda metà di settembre, con accurata selezione, e adagiate in cassette basse per preservarne l’integrità fino all’arrivo in cantina. I grappoli vengono pressati interi, con spremitura soffice. La fermentazione avviene in acciaio a 20 °C. Il vino matura per 18 mesi nelle stesse vasche di acciaio e affina per almeno 12 mesi in bottiglia.
Bottiglie prodotte: circa 10.000
I Custodi delle Vigne dell’Etna
C.da Moganazzi, Castiglione di Sicilia (Ct)
Tel. +39 094 2388033
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