I VINI DEGUSTATI
DOC Pantelleria Bianco, Bianco di Venere 2025
Zibibbo 100%
Il nome rimanda al Lago di Venere, o Specchio di Venere, che i panteschi chiamano “u Vagnu i l’Acqua”: un bacino vulcanico alimentato da sorgenti termali, nella parte settentrionale dell’isola. È un riferimento felice, perché sposta il racconto dalla sola vigna a quella di una geografia più complessa, fatta di acqua calda, minerali, pietra. In questo contesto lo Zibibbo in versione secca trova una lettura coerente: aromatico senza dolcezza, sostenuto da una sapidità che riconduce subito all’isola e alla cucina essenziale e marina, alla luce bianca dei suoi paesaggi. Affina in acciaio per 4 mesi, dopo vinificazione con pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata. Il colore è giallo paglierino. Al naso regala floreali di zagara e sentori agrumati. Si apprezzano anche aromi tenuamente mielati e iodati, e, più pronunciati, del re di Pantelleria, ossia il cappero. In bocca è governato da una sincera freschezza e da una buona persistenza che lo guida verso il finale in cui acquisisce una crescente sapidità.
DOC Pantelleria Bianco, Isesi 2021
Zibibbo 100%
Il nome guarda alla storia più remota di Pantelleria, prima ancora che l’isola entrasse nelle rotte fenicie, puniche e mediterranee che ne avrebbero segnato il destino. Circa cinquemila anni fa, nell’area di Mursia e Cimillia, si stabilì una popolazione proveniente dalle coste dell’Africa settentrionale, attratta anche dalla presenza dell’ossidiana, vetro vulcanico nero e tagliente, allora materiale prezioso per la produzione di utensili e strumenti da lavoro. Di quella civiltà restano i sesi, costruzioni megalitiche in pietra lavica, a forma troncoconica o ellittica, interpretate come monumenti funerari e divenute una delle tracce più enigmatiche della preistoria pantesca. Isesi riprende quel nome e lo elabora in chiave contemporanea proponendosi come Zibibbo secco. Le uve provengono da vigneti coltivati ad alberello, forma agricola che a Pantelleria è quasi un modo di praticare il limite. Il colore di questo vino, che affina in acciaio sulle fecce fini, è giallo paglierino, con lievi nuance verdoline. Al naso si esprime con note di gelsomino, mela verde e pesca bianca, a cui si accompagnano sentori di pompelmo, cappero e timo. In bocca è fresco, intenso e lungo, di carattere e arricchito da interessanti spunti sapidi.
DOC Sicilia Grillo Superiore, Gazzerotta Senarìa Tenute di Famiglia 2023
Grillo 100%
Il nome Senarìa nasce nel linguaggio dei contadini e rimanda all’età avanzata delle piante. Nella Tenuta Gazzerotta, nel territorio di Mazara del Vallo, un antico vigneto di Grillo di oltre quarant’anni affonda le radici in profondità, cercando riserve idriche naturali e restituendo un equilibrio che appartiene alle vigne adulte: meno immediatezza e maggiore densità. In altre parole, una voce più ferma. È da questa parcella che prende forma un Grillo Superiore pensato per raccontare una Sicilia occidentale luminosa e asciutta, segnata dalla vicinanza del mare, dai suoli argillosi e minerali, da una viticoltura che nel tempo ha imparato a trasformare la scarsità d’acqua in vantaggio espressivo. Il Grillo, vitigno tra i più rappresentativi del Trapanese, trova qui una lettura di buona struttura unita a freschezza varietale. Dopo la vinificazione, il vino affina in acciaio sulle fecce fini fino a maggio, scelta che sostiene il corpo senza incidere sul profilo aromatico. Il colore è giallo paglierino, luminoso. Al naso si apre con sensazioni di fiori gialli, frutta esotica e nocciola, a cui seguono pesca, timo e salvia, insieme a una nota burrosa appena più morbida, che accompagna il frutto senza coprirlo. In bocca è piacevolmente fresco, ma mostra anche concentrazione e vitalità: il sorso è ampio, giusta la persistenza, scandita dal ritorno della frutta e da un finale sapido ma soffice, in linea con il carattere del vitigno e con il paesaggio costiero da cui proviene.
DOC Ambra Semisecco Old John Marsala Superiore Riserva 1998
Grillo, Catarratto, Inzolia
Questo vino è un tributo a “John” Woodhouse. La vinificazione prevede l’aggiunta di mosto cotto: segue affinamento di minimo 48 mesi in botti di rovere da 80 e 50hl, con almeno 6 mesi di barrique.
Il colore è ambrato intenso. Al naso svettano note di albicocca, mandorla, nocciole, erbe aromatiche e miele. In bocca si esprime con morbidezza, lunghezza e rotondità, con acuti salini, equilibrando dolcezza e freschezza.
Altri vini degustati:
DOC Pantelleria Bianco, Isesi 2024
Zibibbo 100%
Rinazzo Tenute di famiglia 2024
Syrah 100%
DOC Passito di Pantelleria Nes 2024
Zibibbo 100%
Carlo Pellegrino
Via Paolo Pellegrino ,39
91025 Marsala (Tp)
Tel. +39 0923 719911
https://www.carlopellegrino.it
di Gianmaria Tesei
- PAOLOA ALAGNA, CATERINA TUMBARELLO RENDA e BENEDETTO RENDA
- BENDETTO RENDA, ANNA RUINI e PAOLA ALAGNA
- Pellegrino / cantina
- Francesco Alagna
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Soffi salmastri accarezzano le rose e le palme antistanti l’enoteca. Poi, la cantina. Qui la storia del vino marsalese e della sua città si intreccia con quella della famiglia. Tra le immagini dei pionieri, John Woodhouse, Benjamin Ingham e Joseph Whitaker, compaiono anche quelle dei pilastri della famiglia Pellegrino, insieme a un albero genealogico che ricorda la dinastia fin da prima del suo ingresso nel mondo del vino. Anche il vino “Genesi”, realizzato per i 140 anni dell’azienda, racchiudeva questo significato.






















