Bergamasca, statunitense o siciliana? Laura Donadoni, nel suo percorso umano, sta sperimentando varie vite che la conducono dal giornalismo professionistico al racconto del mondo del vino e alla psicologia, suo prossimo traguardo accademico.
Queste sue molteplici essenze si traducono anche nella capacità di raccontare con sensibilità le storie di donne e uomini che, in tutta la penisola, hanno salvato territori e produzioni vinicole. Nasce così “Custodi del Vino – Storie di un’Italia che resiste e rinasce” (Slow Food Editore), libro presentato a Catania, a Piazza Scammacca, lo scorso 24 aprile, nel corso dell’evento inaugurale di “Sorsi Letterari”. La manifestazione vive di una serie di incontri in cui si sposano cultura, vino e gastronomia, con annesse degustazioni legate ai libri presentati, ed è ideata dalla vicepresidente AIS Sicilia e presidente dell’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale, Mariagrazia Barbagallo, insieme ai sommelier AIS Chiara Russo e Antonio Grasso.
Laura Donadoni
La storia personale di Laura Donadoni è il prodotto dei molteplici aspetti di una personalità complessa e vivace. Scrittrice, autrice infatti, dal 2020 a oggi, anche di “Come il vino ti cambia la vita”, “Intrepide” e “Basta una goccia”, è anche giornalista professionista e collabora, tra l’altro, con la guida Slow Wine e i magazine Somm Journal e Tasting Panel. Il suo cammino professionale, che si svolge tra l’Italia e la California, la vede diventare anche wine educator grazie alla formazione da sommelier certificata AIS, fino a ottenere il titolo di Vinitaly International Ambassador ed entrare come unica donna italiana nel rinomato International Circle of Wine Writers di Londra. Negli Stati Uniti ha creato l’agenzia di comunicazione La Com Wine Agency, il blog The Italian Wine Girl e il suo profilo Instagram, costruiti attorno a una community di oltre 60mila persone, con ottimi riscontri in Italia e in America.
Custodi del Vino
“Custodi del Vino”, introdotto da Barbagallo e Russo durante la serata, raccoglie storie di riscatto e crescita, unite dal filo comune del vino, che raccontano vite di singole persone e intere comunità. Il tutto nasce da un lungo viaggio nell’enologia della penisola italiana, in cui le testimonianze dei protagonisti si intrecciano con i contributi di personalità provenienti da altri ambiti, utili a comprendere meglio le diverse realtà del Paese. Così, dal libro emergono anche i pensieri di Mario Tozzi, Linus, Simone Moro, Mario Calabresi, Bruno Pizzul, Paolo Cognetti ed Enrico Bartolini.
La storia di Donadoni, che assieme al marito emigra in America, affronta un tumore al pancreas, guarisce e intraprende una nuova vita da autrice, si intreccia con quella dei protagonisti del suo libro, pubblicato sul finire del 2021, perché «mentre ricontrollavo le loro interviste vedevo e ascoltavo queste storie di resilienza. Quindi pensavo, prendevo da loro e dalle loro parole la forza di stare su, di finire questo progetto».
La penna dell’autrice evidenzia anche la sua attenzione, già presente in altri suoi libri, verso il ruolo della donna nel mondo del vino. «Non era scontato che tante donne venissero a raccontarmi le loro piccole quotidiane difficoltà nel lavorare in questo settore. Io, che ho in azienda dieci donne, comprendo che, se si va a verificare cosa succede generalmente, si nota che le paghe non sono paritarie. Inoltre, gli orari di lavoro spesso non permettono di accedere a ruoli di un certo tipo perché non consentono di conciliare il proprio impegno lavorativo con gli impegni legati alla famiglia». E questo accade anche in Sicilia. Una Sicilia che, secondo Donadoni, sta crescendo notevolmente da alcuni anni, dal punto di vista enoico, sia sul piano qualitativo sia in termini di reputazione, grazie anche al contesto produttivo etneo. Tra le storie che hanno maggiormente colpito la scrittrice e che troviamo nel suo libro spicca infatti quella di una donna siciliana che ha saputo investire nel mondo del vino, dando vita a una produzione di rilievo qualitativo: Giulia Monteleone. «Abbiamo subito avvertito un’ampia affinità», ha affermato Donadoni, «anche perché anche lei viene dal mondo del giornalismo e anche lei ha deciso, improvvisamente, di cambiare vita e di dedicarsi al mondo del vino».
Tra gli episodi che raccontano meglio il senso del libro emerge invece una storia legata all’altra grande isola italiana, la Sardegna. Donadoni spiega che «durante il periodo Covid alcuni ragazzi di Mamoiada, un paese rustico della Barbagia, territorio tristemente noto in passato per i sequestri, decisero di mandarmi campioni di vasca da assaggiare, inviandomi delle bottigliette come quelle dei succhi di frutta. A commuovermi non fu solo questa modalità particolare di sottopormi i loro vini, ma anche il fatto che mi avevano spedito un file con alcuni video, registrati da loro con il telefonino, in cui ognuno presentava il proprio assaggio di vasca con spontaneità, semplicità e ingenuità uniche. Quando ho assaggiato i vini, arrivati in quel modo, sono rimasta stupefatta dal livello di quei prodotti e ho deciso di andare a conoscere personalmente quella zona che lotta per ottenere una sua DOC».
«Quando sono arrivata, la loro freschezza e genuinità si sono espresse anche in un rito conviviale, con tanto di pecora ammazzata in mio onore, facendomi assaggiare ogni tipo di preparazione legata a questo animale», ha aggiunto la futura psicologa. «Questa cerimonia per loro era molto importante perché quel sacrificio rappresentava una speranza per il futuro del loro vino e un segno di ringraziamento nei miei confronti. Tra questi produttori, in particolare, mi ha colpito Giovanni Nanni con il suo rosato».
Tornando alla Sicilia, Donadoni ha sottolineato il suo legame particolare con l’Etna, oltre all’attrazione per i vini del vulcano attivo della Sicilia orientale, non solo per motivi professionali ma anche perché «mio marito, tra l’altro, porta i turisti a visitare l’Etna con l’elicottero, quindi il suo lavoro è legato a queste terre. Da marzo a ottobre stiamo qui e viviamo sull’Etna, godendo della sua bellezza e dei suoi vini».
di Gianmaria Tesei


