La vendemmia siciliana prende avvio nella parte occidentale dell’isola, dove le prime uve bianche precoci sono già in raccolta. Le condizioni meteorologiche dell’ultimo anno lasciano intravedere un quadro favorevole: le piogge autunnali e invernali hanno ricostituito le riserve idriche dei suoli, la primavera ha favorito uno sviluppo equilibrato della vite e, almeno finora, pressione di malattie e insetti è rimasta contenuta. Le prime indicazioni convergono quindi verso un’annata promettente sotto il profilo sanitario e qualitativo.
Ciò premesso, una valutazione complessiva sulla vendemmia siciliana è ancora lontana. La Sicilia, più di altre regioni viticole, raccoglie uve lungo un calendario che attraversa quasi tre mesi e territori molto diversi fra loro: dalla fascia occidentale si procede verso l’entroterra, il Sud-Est, il Messinese, le isole minori e infine l’Etna, dove la raccolta può protrarsi fino all’autunno inoltrato. Per una parte consistente della viticoltura isolana, dunque, la stagione deve ancora entrare nella sua fase decisiva.
È anche il motivo per cui il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia preferisce evitare stime preventive sulla produzione. La scelta è precisa: rinviare ogni valutazione quantitativa alla conclusione della vendemmia, quando sarà possibile misurare gli effetti delle ultime settimane di maturazione, notoriamente decisive in un contesto climatico sempre più variabile.
Una prudenza che assume un significato ancora maggiore se si osservano i vitigni simbolo della denominazione. Nero d’Avola, Grillo e Lucido, che rappresentano una parte importante della DOC Sicilia, non hanno ancora espresso completamente il loro potenziale. Il Nero d’Avola entra infatti nella fase centrale della maturazione in molte aree dell’isola, mentre Grillo e soprattutto Lucido, fra i vitigni medio-tardivi del patrimonio siciliano, richiedono ancora alcune settimane prima di offrire un quadro definitivo. Le impressioni raccolte finora sono positive, ma il loro esito dipenderà dall’andamento climatico di agosto e settembre.
Le indicazioni raccolte nei diversi territori raccontano comunque una stagione equilibrata. Nel Trapanese il Grillo conferma una buona capacità di adattamento alle condizioni climatiche, mentre Nero d’Avola e Perricone presentano uno stato vegetativo soddisfacente. Nell’entroterra si guardano con fiducia al Nero d’Avola e al Catarratto; nel Ragusano il Frappato mostra vigoria e buona resistenza al caldo. Più a nord, tra Faro e Mamertino, prevale invece un atteggiamento più attendista, soprattutto per il Nocera, sensibile alle temperature elevate. Anche nelle Eolie e a Pantelleria le prospettive appaiono incoraggianti, mentre sull’Etna la vendemmia deve ancora iniziare e saranno settembre e ottobre a determinare il profilo dell’annata.
La fotografia che emerge dai due osservatori: le condizioni fitosanitarie sono buone, le riserve idriche accumulate durante l’inverno hanno consentito alle vigne di affrontare senza particolari criticità i primi picchi di calore e il potenziale qualitativo appare elevato. Per il giudizio definitivo si dovrà attendere la conclusione della raccolta.
